Senza Orizzonte
La Trilogia Senza Orizzonte segna il mio passaggio definitivo all'astrattismo. L'abbandono della linea dell'orizzonte è da interpretarsi come metafora di un'immersione totale nell'interiorità e, se i titoli si rifanno a luoghi specifici, della loro memoria restano solo i colori e la luce. I colori di Salò, luminosi, gioiosi, sono impressi nel mio codice genetico mentre i riverberi azzurri, di Hijelle, sono quelli di un lago nei fiordi norvegesi. Ayries Inlet è un anfratto di luce fra terra e mare in Australia, una luce che resta impressa nella retina.
Queste tele, dipinte a olio, nascono prima come bozzetti all'acquerello, poi lasciati decantare, ripensati e rinati nelle numerose stratificazioni partendo da tele da me preparate con una tecnica antica che consente la massima vibrazione del colore.
Con questa trilogia, uscendo dai limiti della rappresentazione e abbandonando la realtà oggettiva di quel che vediamo, scaviamo più profondamente dentro di noi. È un invito a cercare la nostra oasi interiore.